Una traversata motociclistica del continente sud americano lungo la Cordigliera delle Ande attraverso quattro stati: Ecuador, Peru, Bolivia, Cile. Dal mare ai monti, dai deserti costieri alle cordigliere bianche di neve e di ghiaccio, agli immensi altipiani, alle biancheggianti distese dei salares, i deserti di sabbia, alla regione dei grandi vulcani cileni. Ambienti naturali di incomparabile bellezza. Un raid FANTASTICO!!!
Transandina Moto Raid 2010
Quante volte ci siamo sentiti chiedere "qual è il più bel viaggio che hai fatto"? La mia risposta è sempre stata: "quello che sto progettando"! Poi, un giorno, ho percorso in moto dall'Equador al Cile, attraversando deserti di sale, alti passi di montagna, coloratissime lagune e maestosi vulcani, alla scoperta di antiche civiltà e coloratissimi mercati, e la risposta è cambiata! La Transandina in moto è un'esperienza straordinaria, il massimo che un motociclista possa desiderare. Un percorso che non annoia mai, alternando il paesaggio costiero della Panamericana alle montagne della Cordillera Blanca, la visita dei parchi naturali ai siti archeologici degli Inca, le città moderne ai piccoli villaggi, il comodo asfalto del Perù alle impegnative piste boliviane. Un percorso che per più di 5000 km ti accompagna in un crescendo di emozioni, con il gran finale dei Salares boliviani, delle lagune e dei vulcani al confine con il Cile, paesaggi di bellezza incomparabile, soprattutto se si ha il privilegio di stare alla guida di una moto. Dal settembre del 2010 la mia risposta a quella domanda è: "il Transandina moto raid"!
La partenza dall’Equador
Una grande avventura deve necessariamente avere i suoi ostacoli per acquistare maggior prestigio. Ed è certamente per questo che, per due giorni, gli uffici doganali equadoregni fanno del loro meglio per inventarsi procedimenti burocratici tra i più allucinanti, ritardando la nostra partenza. Ma le autorità si fanno perdonare la mattina seguente quando, al momento di partire, scopriamo che che la polizia locale ci ha assegnato una scorta, non per reale esigenza ma per onor di accoglienza. Scopriremo poi che la sollecitazione è partita dalla Associazione dei lucani di Guayaquil, protagonista di una straordinaria accoglienza nei tre giorni della nostra permanenza. Sta di fatto che per una intera giornata, quasi fino la confine con il Perù, viaggiamo con due moto della polizia che aprono e due che chiudono, che si fanno largo, spesso a sirene spiegate, in un traffico infernale, imponendo per noi la precedenza. Una cosa da non credere!
La Panamericana nord e la Cordillera Blanca
Dopo aver risolto alcuni problemi meccanici, dovuti alla lunga permanenza delle moto nei container, proseguiamo senza intoppi lungo la costa seguendo la Panamericana. Attraversiamo i 200 km del piatto deserto di Sechura, concedendoci qualche piccolo fuori pista lungo la costa. Poi Talara e Trujilo. Qui dedichiamo alcune ore alla visita dell’importante sito archeologico di Chan Chan, la cittadella di fango più grande dell’America precolombiana, poi le Piramidi del sol y de la luna. Proseguiamo fino a Casma per poi dirigerci finalmente verso l'interno: obiettivo le montagne della Cordillera Blanca!
La strada che dalla costa porta a Huaraz, base di tutte le più importanti spedizioni alpinistiche andine, sale attraverso la Cordillera Negra ed è ancora in costruzione. Si può percorrere ma a patto lo si faccia quando le ruspe non sono in azione, cioè alle 3 del mattino! E noi siamo lì, puntuali, pronti ad attraversare la prima pista del viaggio. E il sacrificio per la leva taccia sarà ripagato dallo straordinario affaccio sulla Cordillera, di cui godiamo dal passo Callan, a quota 4.200, reso ancora più affascinante della soffusa luce dell'alba. Da Huaraz l’obiettivo è di visitare il favoloso Parco nazionale di Huascaran. Raggiungiamo allora il villaggio di Yungay. Da qui finisce l’asfalto ed inizia una lunga pista che ci porta alle lagune di Llanganuco, per poi inerpicarsi sempre più su, con un infinito zig zag, in mezzo alle maestose cime imbiancate, tra cui il Huascaran, fino ad arrivare al passo Punta Olimpica, mt 4.700 dal livello del mare. Per molti è la quota più alta mai raggiunta. E il paesaggio è di quelli da togliere il fiato, che tra l'altro già manca per via dell’alta quota!!!
a breve la continuazione ...
Breve galleria fotografica.